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Questa
ricerca, come le precedenti promosse dallOsservatorio
dellImmaginario Infantile, si fonda sullanalisi
delle risposte a un questionario distribuito a 1600
bambini e ragazzi dai quattro ai tredici anni di varie
scuole della penisola, dalle Materne alle Medie.
Il questionario, rigorosamente anonimo, è stato
differenziato in rapporto alletà del
destinatario. Ai bambini della Scuola Materna e del
I° ciclo elementare si è chiesto di fare
il disegno di "una volta in cui si sono sentiti
soli", e di rispondere sul retro del foglio alle
seguenti domande: "quando ti senti solo/sola?";
"che cosa fai in quei momenti?"; "chi
o che cosa vorresti vicino?".
Si è chiesto inoltre di inventare una storia
su "un personaggio (un animale, un bambino, un
giocattolo, un adulto
) che stava sempre da solo.
Ma un giorno
"
Agli alunni del II° ciclo elementare, si sono
poste, oltre alle domande precedenti, anche queste:
"qualche volta ti piace stare da solo? dove vai,
che cosa fai in quei momenti?"; "ci sono
dei personaggi (della televisione, di spettacoli teatrali
o cinematografici, di fumetti, di libri, di videogiochi
o creati dalla tua fantasia) che in qualche modo ti
fanno compagnia quando ti senti solo/sola?";
"quando desideri stare in compagnia, dove vai
e che cosa fai?"; "con chi giochi più
volentieri?"; "in quali momenti ti piace
di più stare insieme alla tua famiglia?";
"se vuoi confidarti con qualcuno, a chi ti rivolgi?";
"e se sei in difficoltà, a chi chiedi
aiuto?"
Per gli alunni delle Medie si sono aggiunte, alle
precedenti, le seguenti domande: "dove ti senti
meglio in compagnia?; "in quali momenti ti piace
di più stare con la tua famiglia?"; "e
in quali momenti ti piace di meno?"; "quando
desideri stare in compagnia, dove vai e che cosa fai?"
Ai bambini dagli otto anni in su, abbiamo proposto
inoltre di completare le frasi: "solitudine è
come
"; "compagnia è come
".
Si sono create così delle similitudini che
si affidano ai processi di un pensiero metaforico
strettamente legato alla modalità infantile
di approccio alla realtà. La metafora, prima
di essere una figura retorica, è un meccanismo
di flessibilità del pensiero stesso, che permette
di cogliere le fluttuazioni di senso intorno a un
soggetto. Nasce da uno shock percettivo che precede
il lavoro linguistico e lo motiva, si muove nellambito
della connotazione e dellanalogia, è
una forma di conoscenza non razionale, ma intuitiva.
Induce a stabilire relazioni con situazioni diverse
appartenenti alla sfera concreta o a quella
dellimmaginario sulla base di un denominatore
comune, costituito dalle modalità con cui viene
vissuta lesperienza: modalità soggettive,
che riguardano percezioni, sentimenti, pensieri, memorie
di ogni bambino.
Una scelta di queste similitudini, raggruppate per
tematiche, è consultabile dall'indice
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