CHIUSI NELL'ARMADIO
Solitudine e compagnia nell'esperienza di bambini e preadolescenti
  A cura di Mafra Gagliardi, Castalia Edizioni, Torino 2002
Introduzione
il questionario
solitudine è come…
compagnia è come…
io sono qui, tu dove sei?
il bambino ignorato
solitudine nella notte
la cognizione del dolore
senza amici
perdersi
nella cameretta 
un sentimento triste e solitudinoso
reazioni alla solitudine
strategie di difesa
compagnia è bello
solitudine dei preadolescenti
eclissi del padre
la forza del gruppo
solitudine come bisogno
note bibliografiche

Compagnia è come…

benessere/piacere
"stare su una nuvola soffice" (F 9, Merano); "indossare una calda coperta" (M 9, Merano); "arrampicarsi sull’albero più alto" (M 8, Jesi) "avere un angelo" (M 11, Palermo); "sentirsi liberi" (F 10, Genova); "come se l’Italia stesse per vincere gli Europei" (M 11, Genova); "stare in una casa con tante luci accese" (F 8, Jesi); "sentirsi un pesce in mezzo ai pesci" (M 10, Torino); "come se la vita avesse più senso" (M 10 , Torino); "essere in un deposito pieno d’oro" (M 8, Jesi); "essere una Regina…nuotare in un fiume con l’acqua limpida" (F 8, Jesi); "avere intorno un cerchio di gioia e di amore" (M 9, Mira); "un cielo con miliardi di stelle, tutte molto vicine e luminose" (F 13, Vigevano); "un bosco vivo e che canta" (F 13, Vicenza); "un vulcano che erutta" (F 11, Merano); "una giornata splendida e solare…" (F 12, Vicenza), ecc.

cibo
"un bambino affamato che finalmente mangia" (M 11, Genova); "fare un pranzo di Natale insieme ai genitori" (F 8, Torino); "mangiare la frutta" (M 8, Merano); "mangiare una caramella" (M 8, Palermo); "avere la pancia piena" (F 9, Roma); "godersi un gelato" (M 9, Roma); "mangiare una torta" (M 9, Castrovillari); "mangiare un piatto di spaghetti al sugo" (M 9, Torino); "mangiare la pizza" (M 9, Merano), ecc.

festa, libertà, gioia
"festeggiare finché dura il mondo" (M 8, Jesi); "stare al paradiso" (M 11, Palermo); "stare su un disco volante" (M 10, Torino); "stare al luna park" (F 9, Roma); "liberarsi da tante catene strette intorno al collo" (M 9, Jesi); "essere un filo d’erba in mezzo a un prato" (M 10, Roma); "essere ricco" (F 10, Roma); "reggersi con le mani sulle spalle di chi è vicino" (F 10, Castrovillari); "stare sull’arcobaleno tutti insieme" (M 9, Merano); "andare in giro con le ali sotto i piedi" (F 9, Torino); "essere una catena" (M 10, Castrovillari), ecc.

La maggior parte di queste metafore appare intraducibile. Umberto Eco sostiene che è proprio questo il metro per giudicare la vitalità di una metafora: quelle che si possono facilmente parafrasare hanno perduto l’originario tasso di creatività e sono diventate metafore morte, luoghi comuni. Queste che i bambini hanno inventato appaiono, nella loro intraducibilità, fortemente creative; e nella loro forma intessuta di sensorialità, immagini ed emozioni, testimoniano la sorprendente — a volte drammatica - intensità con cui i bambini e i ragazzi interpellati rivelano di vivere l’esperienza della solitudine e quella della compagnia.
Quali possono esserne le cause?
Gli altri testi raccolti attraverso il questionario a volte lasciano intravedere delle risposte; altre volte aprono solo degli spiragli su vissuti problematici che evidentemente hanno motivazioni plurime e complesse.