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L'OMBRELLO
MAGICO
Classe IV B - Scuola Elementare Santorre di Santarosa
- Insegnante: Lipira.
La
storia
I QUADRO. Gli abitanti di un paese (che
forse non c'è!) erano molto infelici, tristi,
annoiati e litigiosi. In quel paese si stava proprio
male e state a vedere cosa succedeva!
Ad esempio poteva capitare che in famiglia mentre
papà e mamma litigavano perché lui voleva
leggere il giornale e lei fare le pulizie e i bambini
bisticciavano tirandosi i giocattoli sulla testa,
ci fosse una tale confusione da costringere il postino
a sfondare la porta per poter recapitare una lettera.
Lettera che annunciava il licenziamento del papà,
gettando tutti nella tristezza più nera. Neanche
negli uffici si stava bene perché il capo ufficio
trattava male tutti, in particolare gli addetti alle
pulizie, e non li pagava mai. Anche per le strade
regnava il caos. I vecchietti si lamentavano perché
erano molestati dai teppisti, i poliziotti perché
erano tormentati dalle proteste dei vecchietti. Persino
i rapinatori se la prendevano perché in tutta
quella confusione non riuscivano mai a rapinare nessuno.
II
QUADRO. Un bel giorno, mentre gli abitanti
stavano litigando come sempre, arrivò uno strano
personaggio con un coloratissimo ombrello. Egli propose
uno scambio singolare: "Ho saputo che a voi questo
paese non piace mentre a me servirebbe proprio. Per
questo vi propongo di scambiarlo con il mio ombrello.
È un ombrello magico che vi porterà
dove vorrete. L'importante è soltanto che non
diciate mai la frase 'O ve ne andate voi o me ne vado
via io' quando lo usate". Detto questo se ne
andò lasciando l'ombrello in prova per una
settimana.
III
QUADRO. Con l'ombrello magico gli abitanti
del paese partirono alla ricerca di un posto dove
sarebbero finalmente potuti stare bene. Giunsero così
nel Paese Invisibile dove ogni oggetto, ogni casa
e perfino la natura erano completamente trasparenti.
Gli abitanti di questo luogo sembravano molto contenti
di volteggiare sull'altalena invisibile come se volassero
nell'aria e di mangiare cibi invisibili ma molto gustosi.
Purtroppo però appena i nostri amici cominciarono
a camminare per quelle strade loro, non abituati all'
invisibilità, andarono a sbattere contro tutti
i segnali stradali che incontrarono. Poi caddero dallo
scivolo invisibile, misero senza accorgersene una
mano in un piatto invisibile di brodo bollente ...
Si accorsero che quel paese non era adatto a loro.
IV
QUADRO. Scappati dal Paese Invisibile giunsero
nella Città dei Dolci e delle Cose Preziose
dove sorgevano alberi carichi di gioielli o di gelati
e case fatte di torta alla crema e al cioccolato.
Decisero allora di prendere qualche gioiello ma subito
arrivò una guardia che avvertì che i
gioielli non potevano essere toccati. Provarono allora
ad assaggiare un albero gelato che però li
prese a calci. Affamati cercarono di mangiare il tetto
delle case torta ma i loro abitanti uscirono dicendo
che se mangiavano il tetto poi sarebbe piovuto in
casa. Anche questa volta i nostri amici si accorsero
che quel posto non andava bene per loro.
V
QUADRO. Giunsero su una stupenda isoletta
che lì per lì sembrò non avere
alcun difetto, così ciascuno si mise a fare
quello che più gli piaceva: prendere il sole,
giocare a pallavolo, ascoltare la radio, leggere un
libro. In effetti l'isola era bellissima ma aveva
un piccolo difetto, era strettissima, e dopo un poco
ogni persona incominciò a infastidire l'altra
finché tutti si misero come al solito a litigare.
Quando uno di loro disse poi la frase: "O ve
ne andate voi o me ne vado io" un mare nero li
avvolse e li riportò nel loro infelice paese.
VI
QUADRO. Passata una settimana il personaggio
misterioso ritornò per effettuare lo scambio
e gli abitanti gli resero l'ombrello dicendo che ormai
avevano capito la lezione e che da ora in avanti il
paese sarebbe diventato bellissimo perché loro
sarebbero cambiati e avrebbero cercato di vivere in
pace e in allegria. avevano capito che non esistono
luoghi belli o luoghi brutti per natura, ma sono le
persone con il loro atteggiamento a far diventare
bello qualsiasi luogo. E da allora quello fu un paese
felice.
| La
canzone |
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Sempre
litigi,
cattivo umore
aria violenta,
tanto rumore.
Dentro al paese,
tutti scontenti
sempre arrabbiati
i suoi abitanti.
È
un tipo strano,
un poco matto,
e agli abitanti
propone un patto
" Se il paese per voi non è bello
io ve lo cambio con il mio ombrello".
Viver per noi però è impossibile
nella città che è invisibile.
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Mangiare
dolci
qui è vietato
anche se gli alberi
son di gelato.
Ci sembra bella
questa isoletta
ma poi scopriamo
che è troppo stretta.
Noi litighiamo e va a finire
che diciamo quello
che non è da dire.
Così alla fine state a sentire,
quello che siamo
riusciti a capire.
Non sono i luoghi
ma le persone
a fare bella ogni situazione.
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