STORIE DA VEDERE/LA CANTASTORIA
  Un laboratorio teatrale condotto da Roberto Montagna
 A cura della Città di Torino, Divisione VII Servizi socio-educativi, Settore Progettazione e Programmazione dei Servizi Educativi, Centro Studi Teatro Ragazzi G. R. Morteo. Ed. Scuole & Teatro
Indice
Le paure
L'ombrello magico

L'OMBRELLO MAGICO
Classe IV B - Scuola Elementare Santorre di Santarosa - Insegnante: Lipira.

La storia
I QUADRO
. Gli abitanti di un paese (che forse non c'è!) erano molto infelici, tristi, annoiati e litigiosi. In quel paese si stava proprio male e state a vedere cosa succedeva!
Ad esempio poteva capitare che in famiglia mentre papà e mamma litigavano perché lui voleva leggere il giornale e lei fare le pulizie e i bambini bisticciavano tirandosi i giocattoli sulla testa, ci fosse una tale confusione da costringere il postino a sfondare la porta per poter recapitare una lettera. Lettera che annunciava il licenziamento del papà, gettando tutti nella tristezza più nera. Neanche negli uffici si stava bene perché il capo ufficio trattava male tutti, in particolare gli addetti alle pulizie, e non li pagava mai. Anche per le strade regnava il caos. I vecchietti si lamentavano perché erano molestati dai teppisti, i poliziotti perché erano tormentati dalle proteste dei vecchietti. Persino i rapinatori se la prendevano perché in tutta quella confusione non riuscivano mai a rapinare nessuno.

II QUADRO. Un bel giorno, mentre gli abitanti stavano litigando come sempre, arrivò uno strano personaggio con un coloratissimo ombrello. Egli propose uno scambio singolare: "Ho saputo che a voi questo paese non piace mentre a me servirebbe proprio. Per questo vi propongo di scambiarlo con il mio ombrello. È un ombrello magico che vi porterà dove vorrete. L'importante è soltanto che non diciate mai la frase 'O ve ne andate voi o me ne vado via io' quando lo usate". Detto questo se ne andò lasciando l'ombrello in prova per una settimana.
III QUADRO. Con l'ombrello magico gli abitanti del paese partirono alla ricerca di un posto dove sarebbero finalmente potuti stare bene. Giunsero così nel Paese Invisibile dove ogni oggetto, ogni casa e perfino la natura erano completamente trasparenti. Gli abitanti di questo luogo sembravano molto contenti di volteggiare sull'altalena invisibile come se volassero nell'aria e di mangiare cibi invisibili ma molto gustosi. Purtroppo però appena i nostri amici cominciarono a camminare per quelle strade loro, non abituati all' invisibilità, andarono a sbattere contro tutti i segnali stradali che incontrarono. Poi caddero dallo scivolo invisibile, misero senza accorgersene una mano in un piatto invisibile di brodo bollente ... Si accorsero che quel paese non era adatto a loro.
IV QUADRO. Scappati dal Paese Invisibile giunsero nella Città dei Dolci e delle Cose Preziose dove sorgevano alberi carichi di gioielli o di gelati e case fatte di torta alla crema e al cioccolato. Decisero allora di prendere qualche gioiello ma subito arrivò una guardia che avvertì che i gioielli non potevano essere toccati. Provarono allora ad assaggiare un albero gelato che però li prese a calci. Affamati cercarono di mangiare il tetto delle case torta ma i loro abitanti uscirono dicendo che se mangiavano il tetto poi sarebbe piovuto in casa. Anche questa volta i nostri amici si accorsero che quel posto non andava bene per loro.
V QUADRO. Giunsero su una stupenda isoletta che lì per lì sembrò non avere alcun difetto, così ciascuno si mise a fare quello che più gli piaceva: prendere il sole, giocare a pallavolo, ascoltare la radio, leggere un libro. In effetti l'isola era bellissima ma aveva un piccolo difetto, era strettissima, e dopo un poco ogni persona incominciò a infastidire l'altra finché tutti si misero come al solito a litigare. Quando uno di loro disse poi la frase: "O ve ne andate voi o me ne vado io" un mare nero li avvolse e li riportò nel loro infelice paese.
VI QUADRO. Passata una settimana il personaggio misterioso ritornò per effettuare lo scambio e gli abitanti gli resero l'ombrello dicendo che ormai avevano capito la lezione e che da ora in avanti il paese sarebbe diventato bellissimo perché loro sarebbero cambiati e avrebbero cercato di vivere in pace e in allegria. avevano capito che non esistono luoghi belli o luoghi brutti per natura, ma sono le persone con il loro atteggiamento a far diventare bello qualsiasi luogo. E da allora quello fu un paese felice.

La canzone  

Sempre litigi,
cattivo umore
aria violenta,
tanto rumore.

Dentro al paese,
tutti scontenti
sempre arrabbiati
i suoi abitanti.

È un tipo strano,
un poco matto,
e agli abitanti
propone un patto
" Se il paese per voi non è bello
io ve lo cambio con il mio ombrello".
Viver per noi però è impossibile
nella città che è invisibile.

Mangiare dolci
qui è vietato
anche se gli alberi
son di gelato.

Ci sembra bella
questa isoletta
ma poi scopriamo
che è troppo stretta.
Noi litighiamo e va a finire
che diciamo quello
che non è da dire.

Così alla fine state a sentire,
quello che siamo
riusciti a capire.
Non sono i luoghi
ma le persone
a fare bella ogni situazione.