IL TEATRO NELLA MENTE - INDAGINE A TORINO SULL'IMMAGINARIO TEATRALE
 Un'indagine a cura di Giorgio Testa. Audiovisivo a cura di Giovanni Morietti, Torino, 1997
Indice
INTRODUZIONE
L'Osservatorio dell'Immaginario e Teatro nella Mente.
Le ragioni di una ricerca
IL PROGETTO.
Le motivazioni
L'impostazione metodologica
La scheda di rilevazione
Ambito e modalità dell'indagine
IL MATERIALE RACCOLTO: PRIMA RICOGNIZIONE.
Un campione imperfetto
Analisi del materiale: problemi di classificazione delle risposte
Disegna un teatro
IL TEATRO E'...
A) Il teatro come luogo
B) Il teatro come arte
Per fare teatro serve...:
A) Nell'ottica dell'attore
B) nell'ottica dell'impresario
UNO SPETTATORE A TEATRO
A) Lo spettatore in generale
B) Lo spettatore empirico
C) Lo spettatore ideale
A TEATRO VORREI VEDERE...
GIOVENTU' SONICA
Annotazioni riguardanti la colonna sonora di questo video

I giovani hanno bisogno di teatro? Se sì, come esprimono questo bisogno? E che idea hanno del teatro, che immagine, che esperienza? A queste domande tenta di dare una sia pur parziale risposta la ricerca de"Il teatro nella mente. Indagine a Torino sull'immaginario teatrale dei giovani".

L'Osservatorio dell'Immaginario e Teatro nella Mente
Le ragioni di una ricerca

Stabilire una relazione salda con il proprio pubblico, considerato una fonte primaria di ispirazione. Dunque, dialogare e far dialogare con il teatro.
E' per porre in atto questo principio di metodo - semplice solo nell'enunciazione - che Stilema ha fondato nel 1992 l'Osservatorio dell'Immaginario, un progetto / strumento con il quale la Compagnia frequenta le giovani generazioni e tenta di coglierne il mutare di valori ed utopie, grazie ad una rete di luoghi di rilevamento sparsi in tutta Italia.
Fine ultimo dell'Osservatorio dell'Immaginario è che comunicazione teatrale e cultura immateriale dei ragazzi possano riflettersi l'una nell'altra, arricchendosi reciprocamente.
L'obiettivo è di quelli che richiedono grandi sforzi e molteplici attori. Accanto ad altri, l'Osservatorio opera sul piano della conoscenza, offrendo materiale per ragionare e agire intorno ad un teatro che si vuole destinato a bambini, ragazzi e giovani, ma che parla alla società nel suo complesso.
Il Teatro nella Mente segue un solco, ci auguriamo, in linea con l'impostazione ora accennata.
Indagare la spazio che il teatro occupa nell'immaginario giovanile è questione tanto più centrale quanto è di questi ultimi anni la crescita di numerose iniziative destinate ai giovani, aventi come promotori il mondo dell'educazione, della professione teatrale, delle istituzioni dello stato.
In mezzo a tanto fermento, pensiamo che bene si collochi un lavoro di osservazione non tanto del giovane - spettatore del domani, quanto del giovane - espressione di cultura, ovvero un discorso intrecciato con coloro che sono i testimoni primi dello spazio che il teatro occupa, oggi, nel novero dei linguaggi quotidianamente usati e frequentati. La ricerca di Giorgio Testa, i cui risultati costituiscono la più parte della presente pubblicazione, offrono a tali scopi di indagine le prime risposte.
Favorire la crescita di un giovane produttore e consumatore di cultura è obbiettivo comune della gente di teatro e degli educatori. Tuttavia, sui modi e sui contenuti di tale processo i pensieri degli uni differiscono talvolta da quelli degli altri.
Da questo punto di vista, si è ritenuto che l'interpretazione - una tra le possibili - delle risposte e dei disegni dei ragazzi potesse anche valere quale abbozzo di incontro tra le ragioni del teatro, alla continua ricerca di fonti per il proprio rinnovamento, e quelle della scuola, per la quale il teatro è strumento organico all'azione educativa e formativa. Tale è l'idea che ha guidato Giovanni Moretti nel curare l'audiovisivo qui presentato.
Il Teatro nella Mente è un progetto che ancora deve chiudere il suo arco di lavoro. E' infatti necessario mutare le ipotesi, le analisi e le suggestioni sino ad ora prodotte e indotte in "prove di laboratorio" con i giovani torinesi, in esperienze che dichiarino alcuni tra gli esiti possibili di un rapporto che vorremmo fecondo tra il linguaggio del teatro e il desiderio di comunicare delle giovani generazioni.
Diamo appuntamento a coloro che avranno la pazienza di seguirci, per raccontare anche quest'ultima fase del lavoro.