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L'Osservatorio
dell'Immaginario e Teatro nella Mente
Le ragioni di una ricerca
Stabilire
una relazione salda con il proprio pubblico, considerato
una fonte primaria di ispirazione. Dunque, dialogare
e far dialogare con il teatro.
E' per porre in atto questo principio di metodo -
semplice solo nell'enunciazione - che Stilema ha fondato
nel 1992 l'Osservatorio dell'Immaginario, un progetto
/ strumento con il quale la Compagnia frequenta le
giovani generazioni e tenta di coglierne il mutare
di valori ed utopie, grazie ad una rete di luoghi
di rilevamento sparsi in tutta Italia.
Fine ultimo dell'Osservatorio dell'Immaginario è
che comunicazione teatrale e cultura immateriale dei
ragazzi possano riflettersi l'una nell'altra, arricchendosi
reciprocamente.
L'obiettivo è di quelli che richiedono grandi
sforzi e molteplici attori. Accanto ad altri, l'Osservatorio
opera sul piano della conoscenza, offrendo materiale
per ragionare e agire intorno ad un teatro che si
vuole destinato a bambini, ragazzi e giovani, ma che
parla alla società nel suo complesso.
Il Teatro nella Mente segue un solco, ci auguriamo,
in linea con l'impostazione ora accennata.
Indagare la spazio che il teatro occupa nell'immaginario
giovanile è questione tanto più centrale
quanto è di questi ultimi anni la crescita
di numerose iniziative destinate ai giovani, aventi
come promotori il mondo dell'educazione, della professione
teatrale, delle istituzioni dello stato.
In mezzo a tanto fermento, pensiamo che bene si collochi
un lavoro di osservazione non tanto del giovane -
spettatore del domani, quanto del giovane - espressione
di cultura, ovvero un discorso intrecciato con coloro
che sono i testimoni primi dello spazio che il teatro
occupa, oggi, nel novero dei linguaggi quotidianamente
usati e frequentati. La ricerca di Giorgio Testa,
i cui risultati costituiscono la più parte
della presente pubblicazione, offrono a tali scopi
di indagine le prime risposte.
Favorire la crescita di un giovane produttore e consumatore
di cultura è obbiettivo comune della gente
di teatro e degli educatori. Tuttavia, sui modi e
sui contenuti di tale processo i pensieri degli uni
differiscono talvolta da quelli degli altri.
Da questo punto di vista, si è ritenuto che
l'interpretazione - una tra le possibili - delle risposte
e dei disegni dei ragazzi potesse anche valere quale
abbozzo di incontro tra le ragioni del teatro, alla
continua ricerca di fonti per il proprio rinnovamento,
e quelle della scuola, per la quale il teatro è
strumento organico all'azione educativa e formativa.
Tale è l'idea che ha guidato Giovanni Moretti
nel curare l'audiovisivo qui presentato.
Il Teatro nella Mente è un progetto che ancora
deve chiudere il suo arco di lavoro. E' infatti necessario
mutare le ipotesi, le analisi e le suggestioni sino
ad ora prodotte e indotte in "prove di laboratorio"
con i giovani torinesi, in esperienze che dichiarino
alcuni tra gli esiti possibili di un rapporto che
vorremmo fecondo tra il linguaggio del teatro e il
desiderio di comunicare delle giovani generazioni.
Diamo appuntamento a coloro che avranno la pazienza
di seguirci, per raccontare anche quest'ultima fase
del lavoro.
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