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Modalità
della ricerca
La
ricerca sulle paure infantili si è svolta in
due anni successivi, nel 1993 e nel 1994. Nel primo
anno ha interessato esclusivamente l'area del Canavese,
coinvolgendo circa 600 bambini delle Materne e delle
Elementari. Nel secondo anno l'indagine si è
allargata a realtà geografiche diverse. La
scheda che è stata utilizzata per raccogliere
i dati riportava alcune domande:
"Di che cosa hai paura e perché? (puoi
dire tante cose quante vuoi, piccole o grandi, importanti
o non: insomma puoi dire quello che vuoi)";
"Quali sono le parole, il colore, il suono, le
persone che ti fanno paura?"
L'ultima facciata era riservata al disegno, o all'invenzione
di una storia di paura.
Data la varietà dei luoghi da cui provengono
e la loro consistenza numerica (1900), le schede costituiscono
un campionario estremamente interessante. Non è
però stato possibile rapportare le risposte
dei bambini all'ambiente socio - economico di provenienza,
in quanto mancavano dati precisi in proposito.
Da questo materiale variegato e complesso ho cercato
di enucleare delle costanti, classificando le paure
emergenti in alcune categorie: alcune collegabili
a paure primarie, universalmente diffuse, che sembrano
far parte delle strutture costitutive dell'immaginario,
tipiche in particolare delle prime età (paura
del buio, del lupo, dei mostri divoratori, delle streghe
ecc.); altre, affioranti soprattutto a livelli superiori
d'età, che sembrano piuttosto indotte, e che
registrano delle variabili rispetto agli ambienti
di provenienza (paura del "diverso", in
particolare del ladro, del drogato, dello zingaro.
A queste si aggiungono delle nuove paure (gli "incubi
orrorosi") provocate dai nuovi modelli del fantastico
diffusi dai recenti film horror a circolazione planetaria.
Le risposte relative alle parole, i suoni, i colori,
le persone di paura sono stati elaborate al computer
per fornire delle statistiche complessive.
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