QUADERNO DELL'IMMAGINARIO 1992-94: LE PAURE
  A cura di Mafra Gagliardi, Omega Edizioni, Torino, 1995
Indice
Modalità della ricerca
Analisi delle risposte
Il buio, la notte, l'ombra
Nero come il lupo
Mostri divoratori
Le creature del fuoco: diavoli, draghi, vulcani
Streghe, giganti, vampiri & C.
Incubi orrorosi
La "Signora Morte"
Strano, estraneo, straniero, alieno
La scuola, la famiglia
Le storie inventate
Lieto fine, fine tragico

Strano, estraneo, straniero, alieno

A partire dai sette/otto anni si evidenzia una forma di paura che, partendo da quella primaria nei confronti dell'ignoto, si sviluppa secondo l'asse "strano/estraneo/straniero/ alieno".
Emerge il terrore della difformità, il rifiuto istintivo per chi è diverso.
Ecco allora che i bambini citano un campionario di "anomali": pazzi, ubriaconi, vecchi, handicappati, negri, marocchini, straccioni, barboni, omosessuali ("recchioni") "persone sconosciute che parlano strano", "persone vestite male" o afflitte da anomalie fisiche: monocoli, zoppi, calvi, "con la faccia attraversata da cicatrici", ecc.
In questa galleria di "estranei" emergono con evidenza alcune tipologie che si riconoscono, nell'ordine, nel ladro, nel drogato, nello zingaro, e per quello che riguarda l'area veneta, nell'ubriaco.
Il ladro è indicato come la persona che fa più paura. Egli risulta temibile non tanto e non solo perché  ruba le ricchezze di casa o gli oggetti ai quali il bambino è affezionato - come il televisore, senza il quale "non si possono guardare i cartoni e le altre cose" -, quanto perché  "mi ruba", " ruba me ": il ladro è essenzialmente un rapitore di bambini.
Anche la figura del drogato subisce uno stravolgimento rispetto all'accezione corrente: viene cioè ritenuto pericoloso non in quanto per procurarsi la dose può derubare o uccidere; ma soprattutto perché portatore di un contagio malefico: spinge a provare la droga, più spesso trasmette la malattia. Si assiste così a un processo di demonizzazione del personaggio che si trasforma in un untore: "dà la caramella" o "fa l'iniezione" e" così trasmette la malattia".

Un analogo processo di demonizzazione subisce la figura dello zingaro, che alcuni bambini ritengono capace delle peggiori nefandezze, probabilmente sulla scia di leggende metropolitane ancora in circolazione: gli zingari "sono brutti", "sono cattivi", "hanno i vestiti strappati e la faccia sporca", "cianno i denti 'oro, "hanno le sottane lunghe", "uccidono i bambini e li mangiano", "rubano i bambini e li vendono schiavi", "rubano gli organi", "ti rapiscono, ti uccidono e chiedono soldi ai tuoi genitori per il riscatto".

Tra le persone che fanno paura vengono segnalati anche personaggi di attualità: Totò Riina, Saddam Hussein, Naziskin, Fascisti. Si nomina anche la n'drangheta, la mafia, la camorra.
La guerra viene spesso citata in rapporto alle notizie date dalla televisione: c'è il diffuso timore che la guerra dalla Jugoslavia (o dalla Somalia, dal Golfo, dal Libano) possa estendersi anche al nostro paese."Le pistole e le bombe sono le cose brutte del telegiornale" (5 anni, Pratiglione).

Storie

Stai dormendo è notte fonda, di scatto uno ti prende per non farti più respirare e prende una siringa in mano e ti fa un buco di droga. Prende una corda e ti lega, ti mette un'asse di legno tra i piedi, prende un martello e ti rompe i piedi e ti fa altri dieci buchi di droga e ti butta giù dal balcone. Ecco è mattina, ti svegli e vedi che è un incubo .(Giulio, 7 anni, Venezia)

Non mi piacciono le zingare, i mostri, i lupi, i film di terrore, i negri, i serpenti (Santa, 8 anni, Palermo)

Disegno: Ivana, 5 anni e 10 mesi. Ladro nero con collana.