LE STELLE NASCOSTE - Mappa del desiderio dell'immaginario infantile
  A cura di Mafra Gagliardi, Marsilio Editore, Venezia 1997
Indice
Un'attitudine d'ascolto
Il questionario
Cos'è un desiderio
Colori, suoni, parole, forme del desiderio
Desiderio e magia
La bacchetta magica
Modi per realizzare il desiderio
Il cubo e il pozzo
Geografia del desiderio
Restare piccolo, diventare grande
Immortalità e resurrezione
Fratelli animali
Amici immaginari
Volare!
All'insegna della trasgressione
Gli affetti
Un mondo diverso
Vorrei avere
Vorrei essere
I laboratori

Che cosa desiderano, che cosa,sognano i bambini di oggi?
Una ricerca sul campo esplora le strutture di un immaginario ricchissimo e variegato: pensiero magico e archetipi fiabeschi si mescolano con i miti e le forme proposte dall'universo massmediologico.
Attraverso l'indice si possono selezionare alcuni estratti del libro.

Un'attitudine d'ascolto

Le pagine che seguono - è bene dirlo subito - non sono il risultato di un sondaggio nell'accezione che si attribuisce di solito a questo termine.
Mancano tabulati statistici, dati percentuali e consuntivi finali.
Di che cosa si tratta, allora? Che senso hanno i molti mesi impiegati a leggere scritture infantili gibbose o saltellanti, ad assistere ad azioni teatrali dal vivo o registrate in video, a decifrare segni talvolta enigmatici?
Cerco un termine per definire tutto ciò, e trovo solo questo: attitudine di ascolto . Ascolto del sommesso, vasto, confuso brusio di una miriade di voci infantili provenienti da luoghi diversi: da un pianeta "in-fans" per definizione, a cui sembra negata costituzionalmente la capacità - e il diritto - di parlare.
" Almeno una cosa ho imparato: che quando si ha a che fare con i bambini, e si vuole capire quello che fanno e quello che dicono, la pedagogia non basta e la psicologia non arriva a dare una rappresentazione totale delle loro manifestazioni. Bisogna studiare altre cose, appropriarsi di altri strumenti di analisi e di misura" (G. Rodari, La grammatica della fantasia , Torino, Einaudi, 1973, p. 179).
Ha ragione anche in questo Gianni Rodari. Non si è mai abbastanza cauti e attenti quando si cerca di entrare nei labirinti dell'immaginario infantile. Quando ci si avvicina a un materiale come questo - fatto di cose minime, di ritrovamenti quasi casuali - è assai difficile orientarsi: oltretutto manca la conferma che potrebbe derivare da precedenti ricerche. Tanto il tema delle paure infantili è stato infatti abbondantemente studiato e analizzato, quanto quello dei desideri - per molti versi speculare - risulta sconosciuto. Diversi tipi di approccio possono dunque coesistere nell'esplorazione, diversi interpretazioni si possono prospettare.
In questa direzione è andato il mio lavoro. Nella stesura delle pagine che seguono, ho avuto sempre presente - per cercare di evitarli - due pericoli: quello di soffocare con il mio commento i testi dei bambini che invece devono avere il ruolo di protagonisti; e quello di generalizzare i dati parziali, di azzardare bilanci consuntivi e interpretazioni definitive. Il mondo dell'immaginario è così fluido, complesso e ambiguo che costringerlo in una griglia di schemi significa non solo impoverirlo, ma irrimediabilmente falsarlo.


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