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Un
mondo diverso
Appena
il 2% dei bambini è contento del mondo così
com'è. Anche chi si dichiara soddisfatto dello
stato delle cose, non rinuncia ad avanzare delle ipotesi
per qualche miglioria: "Mi va bene un mondo uguale
a questo però che restasse sempre giorno e
non venisse mai sera" (Fabio, 6 anni); "un
mondo solamente come adesso, ma che cambiasse la morte"
(Giovanna, 8 anni); "non vorrei cambiare il mondo
perché ci aiuta, con i suoi alti e bassi, ad
affrontare meglio la vita quotidiana; eliminerei però
la cattiveria" (Giulio, 10 anni).
Invece un bambino su tre esprime il desiderio di un
mondo diverso, soprattutto "senza guerra"
e "senza inquinamento". i due termini ritornano
quasi con pari frequenza, molto spesso accostati.
la violenza contro gli uomini è equiparata
alla violenza contro la natura. Nascono utopie di
un mondo "puro", "diverso": "Il
mondo lo vorrei proprio diverso, giustizia e uguaglianza
per tutti, rispetto della natura, pace tra i popoli"
(Antonio, 10 anni).
È probabile che in molte scuole si sia svolta
una campagna per la pace e che l'eco per la guerra
in Bosnia abbia contribuito a produrre una sensibilizzazione
al problema: certo l'aspirazione alla pace appare
diffusa, ed espressa sia in forma negativa ("un
mondo senza guerra", "un mondo dove nessuno
litighi e facesse la guerra"), sia in forma positiva
("un mondo di pace", "un mondo pacifico,
un mondo di risa", "un mondo con tantissima
pace come ce l'ha Dio" ecc.).
In molte risposte la guerra viene associata ad altre
forme di violenza: la delinquenza, la criminalità,
gli omicidi, il razzismo.
Alcuni bambini citano anche la mafia e la droga: "Nel
mondo non ci farei la mafia, la guerra, vorrei più
amore e più pace" (Giacomo, 9 anni); "vorrei
che finisse la guerra e che non ci fossero i mafiosi"
(Gabriele, 10 anni); "vorrei un mondo più
calmo, senza guerra, senza la mafia e bello"
(Rita, 8 anni).
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